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OMOTRANSFOBIA: SI ALLA LEGGE, MA ART. 3 VA MODIFICATO. OGGI A ROMA IN PIAZZA INSIEME A 60 CITTA' IN ITALIA

Oggi a Roma si è svolta la mobilitazione #DallaParteDeiDiritti in contemporanea ad altre 60 città d'Italia. Da Aosta a Firenze. Da Napoli a Terni. Da Bari a Palermo, fino ad arrivare, nel lazio a Frosinone, Rieti e Viterbo. Sessanta piazze per chiedere in contemporanea una legge efficace contro l'omotransfobia e la misoginia, in vista della calendarizzazione della legge alla Camera.

L'appuntamento, andato in scena a Piazza del Pantheon dalle ore 16:30, ha colorato la stessa piazza che nel 2016 aveva portato la mobilitazione #Svegliatitalia ad approvare la legge sulle unioni civili. Una piazza nata grazie anche al supporto della piattaforma All Out che ha raccolto circa 70mila firme, ma fortemente voluta dal basso con il sostegno di tante realtà e associazioni che hanno costruito la sequenza degli interventi.

Ad aprire e condurre la manifestazione Pietro Turano, vicepresidente di Arcigay Roma e attore, insieme ad Alice Regis, di Amnesty Lazio, associazione che non ha fatto mancare il sostegno all'iniziativa. Dopo i saluti di Yuri Guaiana, campaign manager di All Out, tramite una lettera, gli interventi sono proseguiti con Fabrizio Marrazzo, portavoce Gay Center e responsabile Gay Help Line, e Gabriele Piazzoni, Segretario Generale di Arcigay, che hanno evidenziato l'importanza di una legge efficace. A seguire Paola Corneli di Agedo Roma, associazione di genitori di persone LGBT, Claudia Barbarano di Differenza Lesbica Roma e Marco Fiammelli del Magen David Keshet LGBT (gruppo ebraico LGBT). Proprio Fiammelli ha ripreso il punto della necessità della modifica dell'articolo 3 della legge, che tratta le discriminazioni per le persone LGBT in maniera diversa e rischierebbe addirittura di legittimare alcune affermazioni omotransfobiche. Una deriva più e più volte espressa anche nell'intervento precedente di Marrazzo, che denunciava la possibilità che, con la legge, i professori si sentirebbero legittimati di poter definire, ad esempio, l'omosessualità una malattia. Una richiesta a gran voce accolta anche dalla piazza, preoccupata. A seguire l'intervento di Gioele Hyland, per l'associazione transgender Gender X, che ha ricordato la necessità di tutelare ulteriormente le persone trans, facendo riferimento anche ai tragici fatti di Caivano e all'omicidio di Maria Paola Gaglione. Di particolare importanza l'intervento di Francesca Chiavacci, presidente di Arci Nazionale, che ha ribadito il supporto di Arci all'iniziativa. A seguire l'intervento di Alice Regis, già conduttrice della manifestazione, per Amnesty Lazio. 

Gli interventi politici si sono susseguiti con Alessandra Maiorino, che dal 2018 ha iniziato il percorso di costruzione di una legge per l'omotransfobia insieme alle associazioni, arrivando a riuscire ad inserire nell'attuale testo, per la prima volta nella storia, case famiglia e centri antiviolenza, e Alessandro Zan, relatore del disegno di legge in discussione al Senato.

 



 

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